
QUESTO BLOG SFRUTTA L'AI PER DIFFONDERE LA FEDE
Unire fede e intelligenza artificiale è una scelta provocatoria.
Ma siamo nel pieno della rivoluzione AI, e sarebbe da bugiardi dire che si ha un blog e non si usa Chat GPT.
Questo spazio è un esperimento consapevole, e scelgo di dichiarare in modo trasparente l'utilizzo di un Large Language Model (LLM), con l'obiettivo di tracciare una guida ad un uso "saggio e consapevole" dell'AI per un Fedele.
Perché parliamoci chiaro, i fedeli di domani la useranno.
E sarà importante che sapranno usarla rimanendo - loro - al comando. L'Intelligenza Artificiale non può essere al comando nel decidere la rotta di un percorso simile. Ma se la direzione nasce altrove, nasce dalla curiosità di approfondire un tema vissuto nella vita reale, o dalle domande che emergono nel quotidiano, o dalle esperienze che ci interrogano e ci mettono alla prova, allora siamo ancora noi al comando. L’AI, in questo spazio, non è una guida, ma uno strumento. E noi ne siamo i beneficiari.
Ma quindi come la uso?
La utilizzo come si userebbe un indice molto evoluto: per individuare i passi della Bibbia o i paragrafi del C.C.C. (Catechismo della chiesa Cattolica) più pertinenti al tema che desidero approfondire.
È fondamentale, però, resistere alla tentazione dello step successivo: quella di chiedere all’AI di riassumere, interpretare o “pensare al posto nostro”.
A quel punto il lavoro deve tornare interamente umano. Una volta sfruttata la magnifica capacità dei LLM di analizzare i dati e trovare i testi statisticamente più pertinenti al nostro interesse, è ora di sguainare gli occhiali, aprire la Bibbia o il C.C.C. e godersi il momento più bello: leggere un qualcosa di pertinente al tema di nostro interesse. Su carta. Fuggendo dall'era della brevità, e abbracciando di nuovo un tempo più lento. Per riflettere, collegare i temi, annotare, farsi un’idea e trarre le proprie conclusioni.
Perché l’apprendimento nasce dallo sforzo. E la comprensione nasce dal tentativo di connettere i contenuti.
Se poi, solo alla fine di questo percorso, si sceglie di scrivere un articolo e di affidare a un modello linguistico la correzione di refusi, o la pulizia stilistica (sempre con un double-o triple check a seguito umano), non c’è nulla di male. Anzi: è la ciliegina sulla torta.
L’AI, così utilizzata, sottrae tempo alle mansioni operative, come scartabellare indici o rileggere il testo in cerca di errori, e riserva le energie mentali per ciò che conta davvero: leggere i testi sacri, riflettere, comprendere.

